Livia de Paolis e Carmelina di Bella sono le “raccontastorie” di Radio Magica. Sono raccontastorie molto speciali, perché grazie a loro anche i bambini sordi possono accedere alla favole di Radio Magica, proposte come video-narrazioni in Lingua dei Segni Italiana (LIS).

Le abbiamo incontrate alla Scuola dell’Infanzia “Il Giardino”, dell’Istituto Comprensivo Santini di Noventa Padovana (PD) ed è stato “amore a prima vista”! Livia e Carmelina sono rispettivamente interprete LIS ed educatrice sorda. Con loro tutti gli alunni, sia sordi che udenti, imparano e interagiscono con la Lingua dei Segni. Con il loro aiuto scopriremo l’importanza di questa lingua per tutti i bambini, sia sordi che udenti. Per questo, abbiamo chiesto loro di introdurci a questa lingua dandoci qualche prima importante informazione.

A proposito della LIS…

 

La LIS è la Lingua dei Segni Italiana, una lingua con una propria morfologia e sintassi, alla pari delle lingue vocali. Attraverso questa il segnante (colui che usa i segni per comunicare) trasmette conoscenze e informazioni, stimolando le competenze di base della comunicazione visiva, ossia capacità di trasmettere un’informazione tramite “ciò che si vede” (le espressioni, la postura, i gesti).

Prevede l’uso simultaneo di più canali e di diversi segnali espressivi, nella realizzazione dell’atto comunicativo: i segni sono prodotti dalle mani, ma anche da diverse parti del corpo, con alterazioni dell’espressione facciale, della direzione e della postura. Ciascuna di queste componenti risponde a una grammatica ben precisa, nel caso di verbi, a una diversa coniugazione per il singolare e il plurale.

Non esiste una sola lingua dei segni, ma più lingue: ogni nazione ne ha una propria, rispetto alla quale esistono varianti regionali. Le principali sono l’ASL (American Sign Language), l’LSF (Langue des Signes Francais), la BSL (British Sign Language), la LIS (Lingua dei Segni Italiana).

Il bambino sordo, oggi, è esposto simultaneamente a due lingue (la Lingua dei Segni e la Lingua Italiana): nello stesso contesto può apprendere completamente entrambe. La LIS gli da la possibilità di crearsi una competenza linguistica naturale e di sfruttare il residuo uditivo; l’italiano e la buona lettura labiale (delle labbra di colui che parla), invece, sono indispensabili per una buona integrazione. In questo modo non solo può conoscere due lingue, ma anche appartenere a due culture.

 

In un contesto bilingue (italiano e lingua dei segni) la LIS viene appresa in modo naturale per i sordi, permettendo loro una piena comprensione e partecipazione alle attività. Inoltre è appresa come seconda lingua per gli udenti, favorendo lo sviluppo delle competenze comunicative e permettendo di conoscere una nuova cultura.

 

[In ambito pedagogico, esperienze nazionali ed estere hanno dimostrato qualcosa di molto importante: la lingua dei segni offre benefici anche ai bambini udenti , oltre a quelli sordi. Infatti la conoscenza della LIS, al pari di una lingua straniera, contribuisce allo sviluppo di una personalità ricca ed equilibrata, favorisce l’apertura mentale e la plasticità percettiva, stimolando la capacità di adattamento a contesti diversi